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UN OTTIMO CALIBRO PER LA CACCIA DI SELEZIONE AL CINGHIALE? IL 308 Winchester

Descrizione

Alla soglia delle Cinquanta Licenze, dopo aver cacciato in giro per il mondo e aver utilizzato praticamente ogni tipo di arma da caccia, ogni calibro e ogni munizione, posso tranquillamente affermare che il migliore calibro per la caccia di selezione al cinghiale è il 308 Winchester. Ha soltanto pregi e nessun difetto! Pratico la caccia in battuta al cinghiale da sempre ma ho avuto occasione di cacciare il Re della Macchia anche all’aspetto, in girata – guidata e spesso ho avuto con Lui incontri ravvicinati quando meno me lo aspettavo, persino coi cani da ferma. Ho utilizzato svariati calibri caricati con diversi tipi di palle, valutandone pregi e difetti, e proprio grazie all’esperienza acquisita in tanti anni di collaudi, credo di poter sostenere  che il 308 Winchester con palla da 150 - 165 grani è un ottimo calibro da caccia  sotto tutti i punti di vista.  La sua precisione, la sua costanza e la sua micidialità sono sempre all’altezza d’ogni situazione, ma sono le armi che lo camerano a fare davvero la differenza. In un’arma semiautomatica, il rinculo molto contenuto del 308 ti permette di poter sparare più colpi in rapida successione rimanendo sempre concentrato sul bersaglio, anche se in forte movimento. Viste le ridotte dimensioni della cartuccia che ha il bossolo lungo appena 51mm, e le polveri molto vivaci con cui viene caricato, il calibro 308 risulta perfetto in un’arma Bolt Action a otturatore più compatta, più leggera e molto più maneggevole. Il calibro 308 Winchester, noto anche come 7,62 x 51 Nato, rappresenta una delle rare eccezioni in cui una munizione destinata al mercato civile è diventata il calibro d’ordinanza degli eserciti di mezzo mondo. Ufficialmente nasce nel 1952, grazie agli sforzi della Winchester che, sempre alla ricerca di nuove proposte e perennemente in competizione con il colosso Remington, lo progettò con il proposito di eguagliare le prestazioni del mitico 30.06 Springfield, ma in una munizione dalle dimensioni più contenute. Grazie all’esigua lunghezza del suo bossolo (12 mm in meno dell’illustre antenato), quasi tutti i costruttori d’armi di allora furono felici di poter costruire delle carabine con azioni “Short” (termine ormai attualissimo, strausato e molto in voga) a favore del peso, dell’ingombro e della  maneggevolezza dell’arma. Inoltre, la vivacità dei propellenti con cui viene caricato consente l’adozione di canne molto corte nell’ordine dei 18“, circa 460 mm. Le caratteristiche del 308 Winchester erano talmente buone che non potevano certo passare inosservate ai ricercatori dell’esercito che, dopo averlo sperimentato in vari prototipi di fucili d’assalto, decisero di adottarlo definitivamente nel 1957 come calibro d’ordinanza con la sigla T65. In arma individuale il 7,62 Nato ebbe un notevole successo ma alquanto breve, perché fu rapidamente sostituito dal più piccolo, più prestante e più moderno 5,56 Nato alias 223 Remington, che meglio rispondeva alle nuove esigenze. Il 7,62 Nato è rimasto tuttora in servizio come la migliore cameratura per armi d’appoggio e per fucili “Snipers” da tiratori scelti, grazie appunto alle sue caratteristiche di potenza e di grande precisione. Oggi il 308 W è ritornato alle origini, facendosi apprezzare per quello che è sempre stato: un ottimo calibro da caccia, particolarmente indicato per essere utilizzato in armi semiautomatiche destinate alle cacce in battuta (cinghiale, alce e Monterie). Anch’esso, come il 30.06 S, “potrebbe” essere caricato con un’infinita gamma di palle, che vanno dalle leggerissime 55 grani in Sabot (le Accelerator della Remington oggi fuori produzione e pressoché introvabili anche come componenti per la ricarica), che raggiungono i 1150 m/s, alle Hornady Round Nose da 220 grani, che non arrivano a 700 m/s. Questa caratteristica ha sempre avuto un impatto notevole su molti cacciatori che, com’è noto, inseguono ancora la chimera del calibro “tuttofare”, ma anche sul terreno di caccia dove a volte si deve scendere a compromessi. E’ compito d’ogni buon cacciatore scegliere con giudizio, se non il calibro più adatto per ogni selvatico, almeno il tipo di palla da utilizzare. Le migliori prestazioni in termini di velocità, energia e radenza si ottengono con le seguenti granature: 130, 150, 165  e 180 grani, non mi sembra il caso né di dover scendere al di sotto né di dover salire al di sopra, e chi in qualche modo ne dovesse sentisse il bisogno, dovrebbe decidersi ad acquistare un’arma in un calibro minore o maggiore. Le piccole 130 grani spinte ad alta velocità (930 m/s), anche se non hanno un buon coefficiente balistico perché troppo corte in rapporto al diametro, possono essere tranquillamente impiegate per un’ipotetica caccia in montagna a camosci (dove sono più indicati calibri più piccoli e radenti). Inoltre  rappresentano un’ottima scelta anche per la volpe e il capriolo in ambiente scoperto. Mi permetto di ritenere le palle da 150 grani come le migliori dell’intera gamma. In configurazione Soft Point ad espansione controllata, sono in grado di abbattere pulitamente anche il più grosso dei cinghiali sia maremmano sia europeo, sempre se giustamente colpito in un punto vitale. Le palle da 165 e da 180 grani, visto che il loro campo d’utilizzo  è pressappoco equivalente, vorrei trattarle insieme. Queste belle palle, se usate entro i duecento metri, hanno uno Stopping Power (potere d’arresto) sufficiente ad abbattere selvatici di notevole mole come: il cervo europeo, l’orso bruno e persino l’alce canadese. Non sono pochi quei cacciatori professionisti che, per la loro leggerezza e maneggevolezza, usano armi in calibro 308 Winchester, anche per la caccia agli animali di grossa taglia. Non mi stancherò mai di ripetere che per sfruttare al meglio le potenzialità di una munizione, la scelta della palla è di fondamentale importanza. La moderna tecnologia ha permesso la fabbricazione di pallottole che sfiorano la perfezione sotto ogni punto di vista, spetta a noi cacciatori il compito di scegliere il meglio in funzione all’impiego che ne vogliamo fare. E’ chiaro che se siamo intenzionati a cacciare selvatici di piccola taglia a pelle tenera i migliori risultati li avremo con una palla leggera ad espansione rapida, mentre se vorremo cacciare animali di grosse dimensioni a pelle dura, la nostra scelta dovrà orientarsi verso le palle di buon peso ad espansione controllata. Nel caso specifico del nostro 308 W, sono facilmente reperibili sul mercato nazionale una infinità di caricamenti originali.  Nel corso degli anni per la caccia al cinghiale in Selezione ho usatto tantissimi calibri come: 243, 25.06, 270 W, 30.06, 7  mm RM persino i 300 WM - Weath Mag e addirittura l’8 x 68 Shuler, ma oggi ormai uso esclusivamente il 308 Winchester con cartucce ricaricate. La munizione che mi ha dato maggiore soddisfazione è così assemblata: bossoli Fiocchi inneschi CCI LR 200 oppure Federal 210,  49.3 grani di polvere VihtaVuory N 550 e palle Nosler Ballistic Tip da 165 grani. Con queste cariche ho abbattuto praticamente tutta la grossa selvaggina europea: caprioli, daini, mufloni, cervi e soprattutto tanti cinghiali, senza avere mai brutte sorprese. Cacciando con il 308 Winchester non ho mai rimpianto calibri maggiori né più radenti! Vorrei concludere ricordando che tutti i calibri per carabine “da caccia” che vanno dai 6,5 agli 8 mm vanno più che bene per cacciare il cinghiale in regime di Selezione, ma ho notato che il 308 Winchester e le armi che lo camerano sono il miglior compromesso tra efficacia, radenza, precisione, costanza, maneggevolezza e peso dell’arma. Provare per credere….

 

                                                                                                                                              Marco Benecchi                                                           

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